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venerdì 8 gennaio 2021

QUAND LE CIEL BAS ET LOURD...

Sono giorni lenti, faticosi, pesanti.

La scuola è ricominciata da ieri, e sembra si vada avanti da mesi.

Durante le vacanze ho cercato di pensare, immaginare, programmare, studiare - ne avevo voglia e bisogno. Poi il balletto del "rientriamo al 75%", "no, al 50%", "no, ancora in DaD" ha mandato tutto in malora.

Alterno momenti di grande carica, come ieri, dopo le lezioni in QuintaDiesel e QuartaSprint, a momenti in cui vorrei solo infilarmi sotto il piumone. I ragazzi non stanno meglio. Le ultime settimane di dicembre e i lavori di scrittura libera che ho corretto durante le vacanze hanno sollevato il coperchio su una realtà di disturbi del sonno e dell'attenzione, sintomi simil-depressivi, ansia, attacchi di panico, situazioni familiari difficili o difficilissime, lutti che - in questa situazione - sono ancora più difficili da elaborare.

Non so come ne usciremo, perché si ha la sensazione di non riuscire mai, per davvero, a ricaricare le energie. La continua incertezza su ciò che sarà domani non aiuta. Probabilmente - e credo che non mi sarei mai sognata di dirlo - starei meglio se sapessi di dover proseguire a distanza fino a giugno: un bel pianto, una bella crisi di nervi, e poi mi rimetterei in pista, a cercare di lavorare in modo ragionevole. Invece, è tutto un tirare a campare, che non fa bene a nessuno.

Tra poco, sarà ormai un anno di non-scuola.

martedì 29 dicembre 2020

ISTANTANEE

L'ormai QuartaSprint (ma anche la QuintaDiesel) mi ha chiesto, a furor di popolo, un nuovo giro di Istantanee dall'isolamento, che ho ribattezzato La seconda ondata. Ne ho assegnata una da consegnare entro la fine del trimestre.

Le sto leggendo ora. Le prime tre, in mero ordine alfabetico, sono un delizioso quadretto familiare, un potentissimo e sofferto monologo interiore, un racconto distopico. 

Tutte scritte bene bene bene.

Poi ditemi che non devo farmi domande su come impostiamo, nella scuola italiana, la didattica della scrittura.

venerdì 18 dicembre 2020

SFOGO

Sono stanchissima.

Si lavora male.

Lavoro male.

Diventa difficile calibrare il lavoro assegnato: troppo difficile, troppo facile. Valutazioni ballerine.

Non posso fare a meno di sentirmi in colpa e di mettere in discussione alcune cose che ho fatto, ma devo allo stesso tempo tenere ferma la posizione, soprattutto con certe classi.

Ho bisogno di tempo per riflettere, pianificare e progettare.

lunedì 23 novembre 2020

MA ANCHE NO

Fino a sei mesi fa, quando interrogavano, li lasciavano chiacchierare, studiare, andare al bar, uscire dall'aula per farsi interrogare in altre materie.

Ora invece li vogliono tutti presenti, con le webcam accese, assegnano esercizi o letture, pretendono che stiano lì, sull'attenti, per tutta l'ora - come se non ne passassero già a sufficienza, davanti allo schermo.

Ma perchééé?

venerdì 6 novembre 2020

LEZIONE DI EDUCAZIONE CIVICA

Dopo due settimane con un modello di DaD ad orario pieno ma con spazi orari di 45 minuti, posso affermarlo con sicurezza: è ingestibile. In quarantacinque minuti (aspetta che si connettano tutti, fai l'appello, di' due cose, riepiloga la lezione precedente...) io non combino niente, sono troppo pochi per leggere e analizzare insieme qualunque testo più lungo di un sonetto (ho massacrato la povera Ginestra sparpagliandola in non so quante lezioni - Giacomo, perdonami). Ma fosse solo questo: io arrivo a fine mattinata completamente lessa, i ragazzi peggio ancora.

Quindi speravo di poter tornare al modello primaverile (50% delle ore in lezione streaming sincrona, affiancate da materiale da studiare, elaborati, ricerche...), che è stato molto faticoso, ma che credo abbia prodotto anche qualcosa di buono - stamattina l'ormai QuartaSprint mi ha chiesto di ripristinare non solo la Poesia del mattino, ma anche le Istantanee dall'isolamento e il Circolo di lettura preserale.

Speravo.

Perché, sì, mi è stato detto oggi, in un Collegio Docenti di oltre tre ore, puoi anche fare ore in asincrono, basta che ti connetti all'inizio dell'ora per assegnare il lavoro e poi alla fine per controllare che l'abbiano svolto. Segnando le presenze, è chiaro.

Perché il nodo della questione non è l'efficacia della proposta didattica, non è quanto e come imparano gli studenti, ma il controllo sull'operato dei docenti (mio caro Presidemanager, alzi il culo e stia dietro a chi notoriamente non fa una beatissima fava) e sulle presenze degli studenti (perché altrimenti i genitori si lamentano che non fanno nulla).

Ma questa non è scuola, questo è il panopticon.

Però io non ci sto. Non ci sto a umiliare così il mio lavoro e la mia professionalità. Assegnerò dei lavori in asincrono e firmerò il registro, ma senza connettermi né fare l'appello.

Che mi facciano pure un richiamo.

E' ora di insegnare davvero ai miei studenti che cosa significhi disobbedienza civile.

lunedì 26 ottobre 2020

LO STATO A, LO STATO B

Come dicevo, sarà lunga, lunghissima.

E sarà molto diverso rispetto a questa primavera: un conto è mettere in DaD una classe per tre mesi, dopo sei mesi di lavoro in presenza fatto in un certo modo; altro è farlo, fino a data da destinarsi, dopo sei settimane di didattica a mezzo servizio, metà in aula e metà a casa.

Per ora, le indicazioni dall'alto confliggono tra loro: le norme sulla tutela del lavoro impongono un massimo di 20 ore a schermo per gli studenti, le linee-guida ministeriali sulla DDI un minimo di 20. Trovate voi la quadra.

Da me, si è deciso per il mantenimento dell'orario settimanale, con la riduzione degli spazi da 60 a 45 minuti, così da dare agli studenti un quarto d'ora di pausa tra un'ora e l'altra.

Ora, io in primavera ho (abbastanza) retto, e ho offerto (credo) una didattica dignitosa ai miei studenti inchiodandomi alla scrivani 9/10 ore al giorno, weekend compresi, per fare una didattica molto diversa da quello che faccio solitamente in presenza (soprattutto per quanto riguardava la valutazione) e quindi preparare materiali, correggere, valutare, riprogrammare... Questo, però, con metà del mio orario consueto impegnato nelle lezioni in sincrono (la famosa lezione in streaming).

Un lavoro del genere è insostenibile per chiunque, se l'orario del docente resta, in pratica, quello di sempre (in 15 minuti di pausa posso rilassarmi un po' e compilare il registro e sbrigare qualche faccenduola burocratica, non certo preparare delle slides o un'esercitazione o correggere degli elaborati!); questo significa che, nelle lezioni in streaming dovrò, giocoforza, rifare una brutta copia di ciò che faccio normalmente in classe - e, soprattutto, dovrò mantenere, più o meno, le rituali prove scritte e interrogazioni.

Non sono convinta che ciò sia un bene, in termini di fatica e di efficacia, né per me né per i miei studenti, ma non sono nemmeno convinta che sia il male assoluto: ad esempio, credo che non sia un male riprendere l'abitudine al colloquio orale, soprattutto per le mie due quinte (la ex Quarta, ora QuintaDiesel e una nuova quinta, di cui magari vi parlerò più avanti). 

Quindi, almeno per questa settimana e per la prossima, tacerò, lavorerò e - soprattutto - osserverò.

Poi, si vedrà.

sabato 24 ottobre 2020

ANCORA TU? MA NON DOVEVAMO NON VEDERCI PIU'?

E così, da lunedì si ritorna in DaD.

E stavolta non saranno tre mesi, ma sarà lunga, lunghissima.

Il conto è presto fatto.

I primi risultati della chiusura delle scuole si vedranno tra un paio di settimane, intorno al 7/8 novembre:

  • caso a) non ci sono miglioramenti evidenti, e allora sarà lockdown duro (e cazzi amarissimi) per tutti;
  • caso b) i miglioramenti ci sono... e allora meglio che le scuole stiano chiuse ancora un paio di settimane, diciamo fino all'inizio di dicembre...
  • dicembre: vorrai mica limitare lo shopping natalizio e mandare in rovina i commercianti?
  • gennaio e febbraio: è possibile  (se durante le vacanze natalizie tutto andrà per il meglio) un tentativo di riapertura dopo l'Epifania, ma - siamo seri - sono i mesi del picco influenzale, davvero credete che il sistema sanitario reggerà?
  • marzo: è stato il mese peggiore del 2020, perché nel 2021 il virus dovrebbe essere più amichevole?
Quindi, se ci andrà non bene ma benissimo, ci rivediamo in classe non prima di aprile. A meno che non arrivi SanVaccino a proteggerci tutti. Ora pro nobis.

Ovviamente, sono incazzata, delusa, depressa e mi viene anche un po' (parecchio) da piangere.

Ovviamente, nessuno con un minimo di sale in zucca pensava che si potessero fare i miracoli (raddoppiare il numero dei docenti, raddoppiare gli spazi, raddoppiare i mezzi pubblici) e riparare in sei mesi a vent'anni almeno di sistematico saccheggio della scuola (e della sanità) pubblica.

Ovviamente, nessuno con un minimo di sale in zucca può pensare che ora, in Lombardia e nelle regioni più colpite, non siano necessarie misure emergenziali, alle quali, come cittadina, e pur con la morte nel cuore, non mi sento davvero di oppormi.

Però, però qualcosa si poteva fare, da subito, almeno per rendere la vita più facile alle scuole e limitare la pressione sui trasporti pubblici. Cosa? Queste cose, ad esempio:

  • sfruttare gli Esami di Stato in presenza per effettuare uno screening a campione che, probabilmente, avrebbe offerto qualche dato statistico ed epidemiologico in  più per capire come si propaga il virus in ambiente scolastico;
  • abrogare/mettere in mora la norma sul limite minimo di 27 alunni per la formazione delle classi prime;
  • abrogare/mettere in mora la norma sull'accorpamento delle classi parallele;
  • abrogare/mettere in mora la norma che prevede, per i docenti, la cattedra completa a 18 ore di lezione frontale, ritornando al sistema di "tot cattedre complete ogni X corsi", che consente sia una piena continuità didattica sia di avere un certo numero di ore a disposizione per lo svolgimento delle decine e decine di attività ed esigenze della scuola (sostituzioni docenti assenti, sorveglianze, attività di recupero e potenziamento...);
  • prevedere una sospensiva per tutte le attività non strettamente curricolari: CLIL, PCTO e quell'obbrobrio concettuale e didattico che è la nuova Educazione Civica;
  • evitare la riapertura delle graduatorie, riconfermando i docenti supplenti incaricati nell'a.s. 2019/20, così  da arrivare al 14 settembre con un organico quasi al completo (qualche buco da tappare o qualche rinuncia sarebbe stata comunque prevedibile);
  • ritornare, almeno temporaneamente, al sistema dei (cari, vecchi, ragionevolissimi) bacini d'utenza per le iscrizioni alla classe prima, così da limitare gli spostamenti sul territorio;
  • posticipare almeno alla fine di ottobre la riapertura di tutte le attività sportivo-ricreative nella fascia 0-19 anni, così da valutare prima l'impatto della riapertura delle scuole sulla circolazione del virus, senza aggiungere un altro potenziale moltiplicatore di contagi;
  • precettare gli automezzi del trasporto privato (che, tra l'altro, già paghiamo con i soldi pubblici, perché usufruiscono - giustamente - della CIG) per destinarli esclusivamente al trasporto degli studenti sulle tratte più frequentate (ma sarebbe servito anche uno studio preventivo dei flussi dei pendolari, che nessuno si è sognato di fare, in nessuna parte d'Italia);
  • prevedere l'apertura posticipata di banche, uffici pubblici, negozi non prima delle 10 del mattino (studenti sui mezzi dalle 7 alle 8.30, poi i lavoratori);
  • obbligare le aziende a proseguire, ove possibile, con il lavoro agile e il telelavoro, anziché far rientrare gli impiegati, in massa, negli uffici e nelle aziende (si possono obbligare a stare a casa davanti al pc i 15enni ma non i loro genitori?).
Ecco, credo che mettere in atto almeno qualcuna di queste azioni non sarebbe stata certo la panacea di tutti i mali, e probabilmente non avrebbe evitato o (forse ritardato?) il ricorso alla DaD, ma almeno non avrebbe lasciato noi docenti con la sensazione di essere stati lasciati, sì, comodamente seduti su un banco a rotelle, ma sul bordo del piano inclinato di galileiana memoria.

mercoledì 16 settembre 2020

MEZZO SERVIZIO, DOPPIO LAVORO?

Come è possibile fare lezione con metà alunni in classe e metà a casa?

Mi angustio e arrovello da giorni, ma davvero non riesco a trovare una soluzione.

La via facile, sulla cui validità didattica ho però più di un dubbio, sarebbe quella di trasmettere via streaming la mia lezione a chi resta a casa. Già, però servirebbero una strumentazione tecnica adeguata (e nello ScuoloneSuperiorone è da anni in corso una guerra senza tregua con il comparto tecnico) e una connettività da CNN o Al Jazeera - e LiceoFigo, che condivide con noi i cavi della fibra, pur con una faraonica e millimetrica organizzazione partita a luglio, lunedì mattina ha acceso tutte le LIM, le ha connesse alla rete e il sistema è collassato nel giro di mezz'ora.

La via difficile, praticamente impossibile, è quella di pensare a due attività parallele per chi è in classe e chi è a casa, ma sono tormentata da due questioni:

1. io dedico l'80-90% del mio tempo in classe alla lettura, analisi e commento dei testi, già riducendo al minimo e affidando a studenti, manuale ed altri supporti le parti teoriche: come faccio a lasciare al lavoro autonomo degli studenti testi come La ginestra o Rosso Malpelo o la Prefazione a La coscienza di Zeno? Che senso ha leggere - a scuola, non all'università per un esame da non frequentante - quei passi senza la ricchezza, la varietà, l'imprevedibilità del lavoro di una comunità ermeneutica?

2. sono certamente in grado di predisporre dei materiali che in qualche modo sostengano e "compensino" il lavoro autonomo di chi lavora da casa: l'ho fatto per tre mesi e mezzo, durante la DaD, ma l'ho fatto avendo la metà delle ore di lezione, senza il dispendio di tempo di andate e ritorni da scuola, ore buche et similia, ed è stato comunque massacrante. Preparare una doppia lezione, in presenza e a distanza, per tutte le 18 ore di lezione, è un bagno di sangue non sostenibile per più di un paio di settimane.

E quindi? E quindi non lo so, per la prima volta, in quasi vent'anni di insegnamento, davvero non lo so. Anche perché PresideManager, dopo anni di decisionismo duro&puro, è timoroso, ondivago e beccheggiante. 

E a me sta venendo il mal di mare.

mercoledì 10 giugno 2020

UN DOTTORATO IN BUROCRAZIA

Volevate sfiancarmi con la burocrazia post-DaD, eh?
Volevate che non dessi neanche un'insufficienza e che dicessi che la programmazione è stata svolta regolarmente?
Volevate, eh?
Beh, ve lo dirò in francese: stocazzo.
Stocazzo, perché ho compilato tutti i P.A.I. (Piano di apprendimento individualizzato) con due frasette buone per tutte le stagioni, le classi e gli alunni: Obiettivi - contenuti come da programma svolto, Strategie - recupero estivo come indicato nel file dei compiti, il resto bla bla a seconda dell'organizzazione dell'a.s. 2020/2021.
E stocazzo reloaded per i P.I.A. (Piano di integrazione delle attività), in cui, è ovvio, ho dovuto scrivere che rimodulerò la programmazione didattica dell'anno prossimo anche a seconda dell'organizzazione scolastica, ma ho scritto nero su bianco tutte le cose che avrei voluto fare e che non ho fatto causa DaD - qualcuna perché non c'è stato il tempo, qualcuna perché mancavano i mezzi, qualcuna perché non era proprio il caso.
Perché, cazzo, non avrete mai il mio silenzio-assenso per affermare che, nonostante le ore ridotte e nonostante la distanza, con la DaD, alla fine, si fanno le stesse cose che si fanno in classe - e che, quindi, tanto vale la DaD, nevvero?

mercoledì 27 maggio 2020

ULTIMO GIORNO

E tutti dietro - genitori opinionisti giornalisti sapientoni vari - a uggiolare e sospirare e asciugarsi la lacrimuccia per il "simbolo" il "ricordo" il "rito di passaggio", come nelle migliori pagine di Cuore - primo fra tutti il Gran Maestro della Banalità, Massimo Gramellini (che poi mi chiedo, ma che razza di società è quella che ha delegato alla scuola, la maltrattata, bistrattata, impoverita scuola, ogni rito di passaggio, ogni forma di socializzazione?).
Ora.
Se le scuole possono essere sicure l'8 giugno, se posso far tornare in classe venticinque bambini e due insegnanti, perché non il 5? o il 3? o il 28 maggio? Cosa stiamo facendo tutti  casa? Siamo qui a pettinare le bambole [cit.]?
Io sono la prima a voler disperatamente tornare il prima possibile - domani, oggi, anzi, ieri - in classe, ma ci voglio tornare con tutti i crismi e in tutta sicurezza, per chi ci lavora e per chi ci studia. 
Perché la scuola non è un bar della movida - "e perché la movida sì e i bambini no"? Ma perché, o imbecilli, andare a fare l'aperitivo o in palestra non è obbligatorio, perché il gestore del bar non è civilmente e penalmente responsabile per un eventuale contagio, perché può sbattere fuori chi non indossa guanti e mascherina (se prescritti), perché bar ristoranti palestre estetisti non hanno a che fare con minorenni (mai sentito parlare di culpa in vigilando?).
Quindi, cari genitori opinionisti giornalisti sapientoni vari, organizzatelo pure, il vostro ultimo giorno: all'aperto, in un bel parco pubblico, da privati cittadini. Fatelo, fate incontrare i bambini, le maestre, i bidelli, cani gatti e porcospini.
Se non arrivano le forze dell'ordine a farvi una bella multa.

martedì 19 maggio 2020

CONTRADDIZIONI

Non ne posso più.
Sono stanca, stravolta, stremata.

Voglio tornare a scuola, al lavoro in classe.
Però mi rendo anche conto che per cercare di proporre ai miei alunni una didattica almeno dignitosa mi sono ingegnata, ho trovato soluzioni, ho sperimentato e fatto cose che, in presenza, non avrei nemmeno considerato, e che forse sarebbe un bene trasferire - almeno in parte - anche nella mia didattica (ex)abituale.

E quindi?
E quindi la DaD è (anche) cosa buona e giusta?

Nescio. Sed fieri sentio et excrucior.

lunedì 4 maggio 2020

SETTEMBRE, ANDIAMO... ALLA SCUOLA DELL'AZZO!

La Ministra ha detto che a settembre ripartiamo così: metà classe in aula a fare lezione, l'altra metà collegata da casa in streaming.
Cosa accadrà nello Scuolonesuperiorone?
Ore 8.05, cinquantotto vecchi pc su cui gira ancora Windows7 si accendono come un sol uomo, si collegano all'ADSL, aprono la "stanza virtuale" dello streaming, e appena il mouse fa "clic" sul Registro Elettronico per fare l'appello... fff crash booom! il sistema va in tilt, parte una scintilla dal server giù nel seminterrato, si appicca alle carte ammassate in archivio, al linoleum e alle spalliere della palestra, la scuola prende fuoco e addio ripresa della didattica per tutto l'a.s. 2020/21.
Alzi la mano chi è messo uguale.

venerdì 1 maggio 2020

CARTA E BIT

Ieri ho passato circa due ore ad inserire sul registro elettronico le valutazioni che ho dato finora ai lavori assegnati in DaD.
Due ore.
Sono stata da subito contraria all'idea di dare voti, tanto più a registro, alle attività a distanza - non possiamo firmare la presenza, mi pare di conseguenza logico che non possiamo neppure inserire dei voti - e l'ho detto apertamente nei tempi e luoghi deputati.
Poi, in una seconda riunione, evidentemente sceso a più miti consigli, il PresideManager ci ha proposto una delibera sulla DaD assolutamente accettabile e dignitosa (mi illudo che questo cambiamento sia dovuto, anche, ad un documento che gli ho fatto avere per interposta persona), che è stata votata a stragrande maggioranza.
Quindi, mi sono adeguata all'andazzo (al bastiancontrarismo c'è un limite, ed è quello dell'autolesionismo) e ho trascritto i voti.
Per due ore.
E, mentre lo facevo, ho pensato che, se avessimo avuto ancora i registri cartacei, sarebbero stati a scuola, chiusi nei nostri cassetti. Niente registro, niente voti. E, probabilmente, questo avrebbe costretto tutti a riflettere in modo molto diverso sulla valutazione nella DaD.

domenica 19 aprile 2020

FACCE

Mi mancano le facce.
La faccia di chi non ha capito ma si vergogna ad alzare la mano.
La faccia di ha capito una cosa difficile e si illumina di colpo.
La faccia di chi sta facendo lo sforzo di capire.
La faccia di chi "sì, prof, l'abbiamo capito, possiamo andare avanti, adesso?". 
La faccia di chi pensa ad altro e guarda fuori dalla finestra.
La faccia di chi è interessato.
La faccia di chi è annoiato.
La faccia di chi vorrebbe intervenire ma è troppo timido per farlo e aspetta che io intercetti il suo sguardo e lo chiami.
La faccia di chi vorrebbe intervenire ma si trattiene, per non intervenire sempre lui.
La faccia di chi ha bisogno di andare al bagno ma non vuole interrompere.
La faccia di chi "che cavolo sta dicendo, questa?".
La faccia di chi non vede l'ora che suoni la campanella.
La faccia di chi non vorrebbe che la campanella suonasse così presto.
La faccia di chi sa che sarà interrogato.
La faccia di chi spera di non essere interrogato.
La faccia di chi deve stare nel banco con un compagno che non sopporta.
La faccia di chi sta in banco col migliore amico.
La faccia di chi fa finta di niente ma sotto al banco si tiene per mano.
La faccia di chi è seduto in prima fila, e vorrebbe stare in fondo.
La faccia di chi si nasconde dietro al compagno davanti.
La faccia di chi sbircia sul banco del compagno. Davanti, dietro, di fianco, non importa.
La faccia di chi ha dimenticato il compito o il libro o il quaderno, e spera che non me ne accorga.
La faccia di chi "ma non potevo starmene a casa, oggi?".
La faccia di chi "meno male che oggi non sono stato a casa".
La faccia di chi, la scuola, è il minore dei mali.
La faccia di chi sta bene.
La faccia di chi sta male.
La faccia di chi non sa come sta.

Mi mancano le facce come se mi mancassero gli strumenti essenziali del mio lavoro, come se un medico dovesse fare diagnosi e prescrivere terapie attraverso uno schermo, senza misurare la pressione, sentire il battito, far tirare fuori la lingua.

Quando, un paio di settimane fa ho scoperto Meet Grid View e l'ho installato e ho chiesto alla QuartaDiesel di accendere per un momento tutte le webcam e li ho visti tutti lì, davanti a me, chi in camera, chi in cucina, chi sul balcone, e poi ho condiviso la mia schermata con loro e si sono visti tutti lì, loro, tutti insieme, e hanno tutti trattenuto il fiato per un istante e poi è partito un oooh collettivo, ecco, [lucciconi a parte] è stato un pochino, un pochino piccolo piccolo, come essere in classe.

Perché le classi sono fatte di facce.
Una per una, e tutte insieme.

mercoledì 15 aprile 2020

DISTORSIONE TEMPORALE

Cos'ho fatto in questi giorni di vacanze pasquali?
Ho corretto, come al solito.
Mezzo pacco di temi cartacei che era lì ad aspettarmi, derelitto, da fine febbraio.
(e un po' di altra roba, anche)

Questo la dice parecchio lunga su quanto sia impegnativa - almeno per me - la gestione della DaD.

giovedì 9 aprile 2020

NONNAABELARDA E IL CONSIGLIO DI CLASSE IN VIDEOCONFERENZA

Ci siamo tutti.
Lei no.
Aspettiamo un po'.
Non arriva.
Cinque minuti.
Dieci minuti.
Le mando un messaggio sulla chat Whatsapp.
Dice che non riesce ad entrare.
Non trova il codice.
Dico che le ho mandato l'invito via email.
Non trova l'email.
Vuole il codice.
Le scrivo il codice.
Dice che lo vuole "in blu".
Ci metto cinque minuti buoni a capire cosa voglia dire "in blu" - vuole il link tutto intero e non solo il codice finale.
Le scrivo il link.
Finalmente entra.
La vediamo agitarsi, muta, sullo schermo.
Ha il microfono spento.
Le dici accenderlo.
Lo accende.
Ha il microfono a palla e assorda tutti.
Le dici di abbassare il volume.
Siccome ha il volume a palla, non sente e continua ad assordarci.
Qualcuno le scrive nella chat della "stanza virtuale".
Non vede la chat.
Abbassa il volume.
Abbassa il volume.
ABBASSA IL VOLUME.
Finalmente capisce.
Abbassa il volume.
Blatera ininterrottamente per dieci minuti sul fatto che lei interroga, lei mette i voti, è una questione di professionalità.
(In videoconferenza è molto più difficile toglierle la parola che in presenza).
Blatera.
Finalmente, si placa.
Non spegne il microfono.
E' tutto uno bzzz fffrrrrkkk ssscrrr di sottofondo.
Spegni il microfono.
Spegni il microfono.
SPEGNI IL MICROFONO.
Non trova il comando.
Lo trova.
Finalmente si può parlare umanamente.
Lo riattiva: "Scusate, sono le 17.35, questo consiglio dovrebbe essere già finito, io vado. Ciao".

Se davvero non va in pensione a giugno, a settembre l'ammazzo io. Altro che Covid.

mercoledì 8 aprile 2020

CHIACCHIERE DA STREAMING

Piano piano, non so bene come, si sta creando una piccola ritualità anche delle lezioni in streaming, soprattutto con alcune classi: quando si apre la connessione, mentre si aspetta che tutti siano entrati nella "stanza virtuale", quello è il momento della chiacchiera, del "come va? tutto bene?", "oh, guarda che bel gatto!", "ma che capelli hai, stamattina?", "prof, dov'è Canerigato*?", "Dawn, la mamma [commessa in un grande supermercato della città] sta bene? sta facendo turni molto lunghi?" "e la tua [operatrice sanitaria], Vita?" "oh, ma che bel copriletto!" e così via.
La webcam, poi, ha strani effetti: chi non la patisce per niente, chi la accende solo sotto minaccia di tortura, chi invece - forse sentendosi più protetto dalle quattro mura domestiche - invece prende coraggio, e parla e interviene quanto in classe non ha mai fatto, come FollettoOcchialuto: dopo una seconda silente, una terza con qualche barbaglio di vitalità, già dall'inizio di quest'anno (complice anche Ariosto) ha sfoderato una vena di sottile umorismo che ora sta venendo pienamente alla luce (dello schermo).
Stamattina, con la QuartaDiesel, prima di affondare le teste nell'Ortis, si parlava di cucina (Ugo, amante dei piaceri della vita, avrebbe apprezzato, lo so).
PescePilota: "Prof, io non avevo mai preso in mano nemmeno un cucchiaio, e invece adesso sto cucinando un sacco!
"Anch'io!"
"Anch'io"
"Io no, prof, io mangio e basta"
"Io sto facendo un sacco la pizza!"
Fanta (rientrata finalmente dagli USA): "Io l'altra sera ho provato a fare la pizza, ma con il lievito in bustina: è venuta una schifezza, mai più!"
PescePilota: "Eh, no, devi usare il lievito di birra!"
Fanta: "Ma non l'ho trovato!"
"Nemmeno io"
Serenella: "Ma prof, ma non si trova più il lievito! Sembra che tutti facciano la pizza ogni giorno!"
"Vero!"
Io: "Vero, ragazzi... so che qualcuno ha cominciato a fare la pasta madre, ma mi pare sia un po' complicata da gestire"
FollettoOcchialuto, scuotendo la testa: "Sì, prof, guardi, è un casino: e rinfresca qui, e aggiungi là, e è troppo calda, e è troppo fredda, è troppo asciutta, no, è troppo bagnata... a 'sto punto, io mi prendo un cucciolo!".

Ragazzi, meno male che ci siete.

*Canerigato è ovviamente già una star dello streaming, soprattutto quando rientra dalla passeggiata di metà mattina ululando di gioia.

domenica 5 aprile 2020

SPIGOLATURE SPARSE (DAI CONSIGLI DI CLASSE IN STREAMING)

Punto 1 dell'O.d.G.: Riduzione delle ore di lezione in streaming rispetto al monte-ore in presenza (circa il 50%, non oltre le 20 ore settimanali per classe).

  • Sevillana (2h + 1 di conversazione): "Dunque, un'ora la faccio io, una la conversatrice... e poi un'altra per correggere gli esercizi o interrogarli".
  • VictorianAge (2h + 1 di conversazione): "Un'ora di letteratura, un'ora di conversazione e un'ora per le interrogazioni".
  • FrozenBlonde (2h + 1 di conversazione): "Un'ora spiego, un'ora interrogo e poi c'è lo spazio della conversatrice".
  • NeroChimico (2h): "Io faccio due ore... però di cinquanta minuti!"
Punto 2 dell'O.d.G.: Attività a distanza.
  • "Scusa, NonnaAbelarda, i ragazzi chiedono quando li farai scrivere un po'" - "Scrivere? E come faccio a farli scrivere? Io non conosco tecniche adatte per farli scrivere in queste condizioni!" - "Beh, li fai scrivere al computer..." - "Ah, no, io non conosco questi metodi!" - "Ma guarda che non c'è niente di complicato: loro scrivono su un file di word, te lo mandano via mail..." - "Ah, nononononono!!! Io non conosco queste tecniche e questi metodi! Io non li so usare!! E poi non ho il computer!!! E il computer ce l'ha mia figlia e lo usa per lavorare dalle sei del mattino alle undici di sera!!!!".
  • "Retta, i genitori chiedevano come mai non fai lezioni in streaming" - "Nononono! E se mi registrano? E se fanno casino? E se mi mettono su internet?"
Punto 3 dell'O.d.G.: Valutazione.
  • BioBigotta: "Bisogna mettere i voti sul registro, l'ha detto il preside!"
  • Sevillana: "Io li interrogo!
  • VictorianAge: "Io li interrogo!"
  • NonnaAbelarda: "Io li interrogo!"
  • FrozenBlonde: "Io li interrogo!"
  • NeroChimico: "Io li interrogo!"
  • NonnaAbelarda: "E metto anche le insufficienze, è una questione di dignità professionale!"
  • VictorianAge: "Sì, comunque se davvero li promuovono tutti io smetto di fare lezione, tanto, a cosa serve?"
Ditemi, quand'è che riaprono i peggiori bar di Caracas?

giovedì 2 aprile 2020

IL PRIMO

E' arrivato.
Il primo lutto per Covid-19 nella famiglia di uno dei miei alunni.
Non è la prima volta che a qualcuno di miei studenti muore un nonno, una zia, talvolta anche un genitore o un fratello. Ma le altre volte è stato diverso: c'era un luogo, un gruppo, un momento, in cui si poteva stare vicini e fare un gesto, dire una parola, lanciare uno sguardo.
Adesso no.
Ed è un vuoto che rimbomba fortissimo.

venerdì 27 marzo 2020

LA DaD SALVATA DAI RAGAZZINI

Uno degli effetti collaterali della DaD è la messa a nudo (e, forse, l'incancrenimento) delle idiosincrasie di ciascun insegnante: il severo è più severo, il lasco è più lasco, il boh è boh.
Ad esempio, Sevillana, che già non era nota per le sue doti di flessibilità e adattabilità, sta scivolando in una sorta di delirio ossessivo-compulsivo da controllo: deve verificare minuto per minuto la presenza dei singoli studenti in streaming, pretende l'attenzione più assidua e vuole mettere note a chi non sa a che pagina del libro sia arrivata la spiegazione, si interroga su dove segnare i richiami sul comportamento, fa inquadrare in webcam la scrivania degli interrogati affinché non vi tengano libri o appunti.
Il tutto, ovviamente, lamentandosene ad intervalli regolari e ravvicinati con chilometrici messaggi nella chat del consiglio di classe della SecondaComplicata.
Ieri pomeriggio, infatti, quando ho riacceso il cellulare (che avevo spento durante la registrazione di un paio di videini), sono stata inondata da ventordicimila messaggi.

  • S: Ecco insomma non è possibile!
  • Ma cos'è successo?
  • S: Non lo so, non capisco, c'è sempre qualcuno che cerca di entrare nelle mie lezioni in streaming!
  • Ma non è qualcuno che cerca di entrare con un'email personale e non istituzionale?
  • Ah, può essere, a me succede, ogni tanto...
  • S: No, no, non è quello! Cerca di entrare in continuazione, e io devo continuamente interrompermi per negargli l'accesso! E poi capita sempre e solo in questa classe!
  • Ma chi è?
  • S: Non lo so, non capisco bene, ha un nome strano...
  • Ma chi?
  • Ma cosa?
  • Sarà stato Trottola: chiede sempre di andare in bagno...
  • S: ah, sì ecco, aveva un nome tipo "Ciro o' Madonnaro"!
"Ciro o' Madonnaro", non si chi tu sia (in realtà, una mezza idea ce l'ho, eccome), ma ti giuro che, appena ti becco, un 10 in pagella non te lo leva nessuno.


QUAND LE CIEL BAS ET LOURD...

Sono giorni lenti, faticosi, pesanti. La scuola è ricominciata da ieri, e sembra si vada avanti da mesi. Durante le vacanze ho cercato di pe...