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venerdì 6 novembre 2020

LEZIONE DI EDUCAZIONE CIVICA

Dopo due settimane con un modello di DaD ad orario pieno ma con spazi orari di 45 minuti, posso affermarlo con sicurezza: è ingestibile. In quarantacinque minuti (aspetta che si connettano tutti, fai l'appello, di' due cose, riepiloga la lezione precedente...) io non combino niente, sono troppo pochi per leggere e analizzare insieme qualunque testo più lungo di un sonetto (ho massacrato la povera Ginestra sparpagliandola in non so quante lezioni - Giacomo, perdonami). Ma fosse solo questo: io arrivo a fine mattinata completamente lessa, i ragazzi peggio ancora.

Quindi speravo di poter tornare al modello primaverile (50% delle ore in lezione streaming sincrona, affiancate da materiale da studiare, elaborati, ricerche...), che è stato molto faticoso, ma che credo abbia prodotto anche qualcosa di buono - stamattina l'ormai QuartaSprint mi ha chiesto di ripristinare non solo la Poesia del mattino, ma anche le Istantanee dall'isolamento e il Circolo di lettura preserale.

Speravo.

Perché, sì, mi è stato detto oggi, in un Collegio Docenti di oltre tre ore, puoi anche fare ore in asincrono, basta che ti connetti all'inizio dell'ora per assegnare il lavoro e poi alla fine per controllare che l'abbiano svolto. Segnando le presenze, è chiaro.

Perché il nodo della questione non è l'efficacia della proposta didattica, non è quanto e come imparano gli studenti, ma il controllo sull'operato dei docenti (mio caro Presidemanager, alzi il culo e stia dietro a chi notoriamente non fa una beatissima fava) e sulle presenze degli studenti (perché altrimenti i genitori si lamentano che non fanno nulla).

Ma questa non è scuola, questo è il panopticon.

Però io non ci sto. Non ci sto a umiliare così il mio lavoro e la mia professionalità. Assegnerò dei lavori in asincrono e firmerò il registro, ma senza connettermi né fare l'appello.

Che mi facciano pure un richiamo.

E' ora di insegnare davvero ai miei studenti che cosa significhi disobbedienza civile.

mercoledì 10 giugno 2020

UN DOTTORATO IN BUROCRAZIA

Volevate sfiancarmi con la burocrazia post-DaD, eh?
Volevate che non dessi neanche un'insufficienza e che dicessi che la programmazione è stata svolta regolarmente?
Volevate, eh?
Beh, ve lo dirò in francese: stocazzo.
Stocazzo, perché ho compilato tutti i P.A.I. (Piano di apprendimento individualizzato) con due frasette buone per tutte le stagioni, le classi e gli alunni: Obiettivi - contenuti come da programma svolto, Strategie - recupero estivo come indicato nel file dei compiti, il resto bla bla a seconda dell'organizzazione dell'a.s. 2020/2021.
E stocazzo reloaded per i P.I.A. (Piano di integrazione delle attività), in cui, è ovvio, ho dovuto scrivere che rimodulerò la programmazione didattica dell'anno prossimo anche a seconda dell'organizzazione scolastica, ma ho scritto nero su bianco tutte le cose che avrei voluto fare e che non ho fatto causa DaD - qualcuna perché non c'è stato il tempo, qualcuna perché mancavano i mezzi, qualcuna perché non era proprio il caso.
Perché, cazzo, non avrete mai il mio silenzio-assenso per affermare che, nonostante le ore ridotte e nonostante la distanza, con la DaD, alla fine, si fanno le stesse cose che si fanno in classe - e che, quindi, tanto vale la DaD, nevvero?

QUAND LE CIEL BAS ET LOURD...

Sono giorni lenti, faticosi, pesanti. La scuola è ricominciata da ieri, e sembra si vada avanti da mesi. Durante le vacanze ho cercato di pe...