venerdì 27 marzo 2020

LA DaD SALVATA DAI RAGAZZINI

Uno degli effetti collaterali della DaD è la messa a nudo (e, forse, l'incancrenimento) delle idiosincrasie di ciascun insegnante: il severo è più severo, il lasco è più lasco, il boh è boh.
Ad esempio, Sevillana, che già non era nota per le sue doti di flessibilità e adattabilità, sta scivolando in una sorta di delirio ossessivo-compulsivo da controllo: deve verificare minuto per minuto la presenza dei singoli studenti in streaming, pretende l'attenzione più assidua e vuole mettere note a chi non sa a che pagina del libro sia arrivata la spiegazione, si interroga su dove segnare i richiami sul comportamento, fa inquadrare in webcam la scrivania degli interrogati affinché non vi tengano libri o appunti.
Il tutto, ovviamente, lamentandosene ad intervalli regolari e ravvicinati con chilometrici messaggi nella chat del consiglio di classe della SecondaComplicata.
Ieri pomeriggio, infatti, quando ho riacceso il cellulare (che avevo spento durante la registrazione di un paio di videini), sono stata inondata da ventordicimila messaggi.

  • S: Ecco insomma non è possibile!
  • Ma cos'è successo?
  • S: Non lo so, non capisco, c'è sempre qualcuno che cerca di entrare nelle mie lezioni in streaming!
  • Ma non è qualcuno che cerca di entrare con un'email personale e non istituzionale?
  • Ah, può essere, a me succede, ogni tanto...
  • S: No, no, non è quello! Cerca di entrare in continuazione, e io devo continuamente interrompermi per negargli l'accesso! E poi capita sempre e solo in questa classe!
  • Ma chi è?
  • S: Non lo so, non capisco bene, ha un nome strano...
  • Ma chi?
  • Ma cosa?
  • Sarà stato Trottola: chiede sempre di andare in bagno...
  • S: ah, sì ecco, aveva un nome tipo "Ciro o' Madonnaro"!
"Ciro o' Madonnaro", non si chi tu sia (in realtà, una mezza idea ce l'ho, eccome), ma ti giuro che, appena ti becco, un 10 in pagella non te lo leva nessuno.


mercoledì 25 marzo 2020

DIMMI COME INTERROGHI E TI DIRO' CHI SEI

Chi vuole un collega a garantire la regolarità della procedura.
Chi convoca l'intera classe in streaming ("perché è un'attività di classe!"), fa l'appello, e poi congeda tutti tranne i tre malcapitati.
Chi pretende lo sguardo fisso sulla webcam per tutto il tempo.
Chi li vorrebbe bendati.
Chi richiede una zoomata (e perché non un campo lungo, o un piano-sequenza?) dell'intera stanza per verificare che non ci siano in giro libri, appunti e parenti suggeritori.
Chi ti dice "eh, ma se fisso un'interrogazione solo con due o tre diventa un'interrogazione programmata, e io non faccio mai interrogazioni programmate".

Peccato che nessuno di loro si sia accorto che, se non siamo autorizzati a firmare il registro, niente di ciò che facciamo ha valore legale.

lunedì 23 marzo 2020

IO NON CAPISCO NON CAPISCO (E ALLORA BALLO LA DISCO)

Emergo da due ore abbondanti di riunione in streaming con il Presidemanager e tutti i coordinatori di classe.
Dire che sono basita è dire poco.
Il Presidemanager spinge affinché diamo valutazioni "regolari" sul registro e segniamo le assenze.
I colleghi non vedono l'ora.
A me viene solo da piangere o da ridere istericamente.

sabato 21 marzo 2020

SONO FORTUNATA

Sono fortunata perché, al momento, sto bene, e anche i miei familiari stanno bene.
Devo stare a casa, è vero, ma continuo a lavorare, e percepisco uno stipendio, per questo, e non ho l'angoscia di non poter pagare spesa e bollette.
Nonostante la fatica e l'impegno, sto cercando di portare a casa il meglio, per i miei studenti e per me, da questa situazione: imparo cose nuove, non smetto di pensare, rifletto, cerco di essere critica.
La sveglia non è più puntata alle 6.40 del mattino, e - per una come me - è una meraviglia.
Tutte le mattine mando un vocale con una poesia ai miei studenti; tutte le sere, al telefono, leggo una filastrocca a Nipotella.
Quasi tutti i giorni cerco di fare una telefonata ad una persona cara: familiari, amici, colleghi.
Non vivo certo in una reggia, ma 65 mq per due (più canerigato) sono abbastanza comodi, ho uno studio in cui lavorare e se io o il Benza (il marito n.d.r.) vogliamo isolarci per un po' in una stanza possiamo farlo.
Ho una casa piena di libri e un abbonamento a Netflix: posso leggere, guardare film e serie tv, ascoltare musica.
Pratico yoga da dieci anni, e se mi sento inquieta, non riesco a dormire bene o la schiena scricchiola per le tante ore di immobilità, c'è sempre una tecnica di respirazione o una sequenza di posizioni che mi aiuta.
Posso uscire per una breve passeggiata con Canerigato.
Vivo in quartiere abbastanza verde, e quando apro la finestra vedo alberi e cielo.
Io e il Benza andiamo d'accordo, e sappiamo come ridere delle cose su cui si può ridere, anche se stare insieme 24/7 non è sempre rose&fiori.
Non è facile per nessuno vivere in isolamento prolungato, ma io sono fortunata, e cerco di ricordarmelo ogni giorno, per rispetto verso coloro per cui è molto, molto, molto più difficile che per me.

giovedì 19 marzo 2020

LA DIFFERENZA

Dicono che la didatticaadistanza sia inclusiva, dicono.
Dicono che questo forzato isolamento sia una specie di livella di Decurtisiana memoria, dicono.
Ditelo alla PiccolaLady, che appare in streaming dal giardino della sua villa sul lago, con il riflesso del sole sulle onde che fa capolino tra le fronde degli alberi secolari.
O ditelo a Brunetta, che si è costruita un paravento con il cartone degli scatoloni, così che i fratelli e i genitori che passano dietro di lei non disturbino la videolezione.
O ditelo a Frangialunga, che al dieci febbraio era già al limite delle assenze consentite per un intero anno scolastico, e se non si faceva vedere in classe, figuratevi su uno schermo.
O, ancora, ditelo a Ailovbasket, che, con una famiglia numerosa, senza insegnante di sostegno e senza educatore domiciliare, in questo momento è completamente sola, e non è in grado di gestire in autonomia tutto ciò che serve per rimanere agganciata, almeno un po', al lavoro della classe.
Però loro dicono. 
Senza sapere, senza conoscere, senza nemmeno fare lo sforzo di immaginare. 
Eppure dicono.

mercoledì 18 marzo 2020

VIDEOCONFERENZA

Il momento di maggior successo delle mie videoconferenze è, senza dubbio, quello in cui il Canerigato, di rientro dalla passeggiata di metà mattina, saluta la classe con un ululato.

domenica 15 marzo 2020

L'OCCASIONE


C'è grande confusione sotto al cielo.
Soprattutto, riguardo alla valutazione delle attività didattiche a distanza (valuto? e cosa valuto? interrogo in streaming? non interrogo? e i recuperi delle insufficienze? e se copiano? e le prove scritte?).

Vi risparmio il delirio che si respira nelle chat e nelle email di noi docenti, visto anche il completo silenzio da parte del Ministero - non so voi, ma io mi chiedo cosa diamine stiano facendo laggiù: sono corsi in fabbrica a produrre mascherine? stanno dando una mano ai barellieri nei pronto soccorso? stanno controllando le funzioni algebriche delle curve epidemiologiche? stanno rileggendo La peste di Camus per trarre ispirazione? Boh.
Comunque.
Io ho deciso che, a parte l'accurata registrazione dei riscontri che sto chiedendo ai ragazzi sul lavoro svolto (questionari, elaborati scritti, brevi test online, brainstorming... - tutta roba che devo correggere, eh, un lavorone massacrante) - volete chiamarla valutazione formativa? chiamiamola così -, non effettuerò nessun tipo di valutazione formale e strutturata.
Per una serie di ragioni.
Se si tornasse in classe ad aprile (estremamente improbabile) avrei il tempo per almeno due valutazioni con tutti i crismi i timbri e i bolli di validità necessari, e con quelle - innappuntabili, incontestabili - arriverei allo scrutinio.
Se si tornasse in classe a maggio (più probabile, ma mmmh...), sarebbe comunque necessario un intervento legislativo per rendere valide a tutti gli effetti le valutazioni fatte in questo periodo di sospensione (che infatti, al momento, devono essere segnate come voto che non fa media - in blu, nel nostro registro elettronico), perché un secondo periodo di soli tre mesi effettivi va comunque sanato in qualche modo. In quel caso, tutte le mie annotazioni di cui sopra farebbero comunque brodo.
Se non si ritornasse affatto (ipotesi non esattamente peregrina)... ecchevelodicoaffà?
Ma soprattutto, non darò alcun tipo di valutazione "formale" perché, per la prima e probabilmente unica volta nella mia carriera, ho davvero l'occasione per mostrare ai ragazzi che si può studiare non per la verifica o per il voto, ma semplicemente perché imparare è bello e appagante e rende piena e migliore la vita.
E non me la lascerò certo scappare.

QUAND LE CIEL BAS ET LOURD...

Sono giorni lenti, faticosi, pesanti. La scuola è ricominciata da ieri, e sembra si vada avanti da mesi. Durante le vacanze ho cercato di pe...